Leggevo, una decina di giorni fa, la riòstruzione di Paolo Fornaciari su’ ffatti delle “Giornate Rosse” del 1920 a Vviareggio.
’Un zo se cconoscete la storia, vvel derby delle zzebre colla Lucchese finita con la rivolta di Viareggio contro Lucca e un morto, Agusto ‘l Morganti…
Se ‘unna ‘onoscete bene, prima di vergognàvvi (come ho fatto io!) leggetivela:
http://www.comune.viareggio.lu.it/index.php?option=com_content&task=view&id=652&Itemid=32
Be’ ttempi, soprattutto perché le rivolte si facevin per valcosa di serio.
Forze ‘un zapete – e ‘unno sapevo nianch’io se ‘un me lo diceva Marco ‘l Piattelli (che ringrazzio per el materiale che m'ha 'nviato), che nel nostro teritorio comunale c’è stato un altro periodo di rivolta, esattamente nel Sessantotto.
Oh, ‘ntesi, gnente a cche ffà co’ mmoti giovanili di vel periodo, la 'ontestazzione, le istanze di democrazzia, libertà e ggiustizzia.
Nonnò. La ‘olpa della rivoluzzione fu un cignale.
Sì, un cignale! ritratto marginalmente in un bassorilievo del Menghino apposto ‘m piazza del Popolo a Torellago.
Chetthaddì? Per e torellaghesi era un’offesa, una presa di giro da parte de’ vviareggini che già li chiamavino “cinghialotti”, intollerabile a tal punto da minaccià la demolizzione dell’opera e la richiesta di secessione della frazzione da Viareggio.
Fatto stà che per ‘un divide' Torellago da Viareggio l’amministrazzione ‘omunale dell’epoca decise di spostà ‘l bassorilievo di fronte alla Chiesa del Terminetto.
Penza ‘m po’ che occasione bona avevamo avuto noi viareggini per toglisi da bbilanci ‘omunali (per ‘un dì "da ccogliombari" che pare brutto anco se è ppiù effiàce) i bbàgget del Pucciniano. Ma ssi sa, noi viareggini sémo tanto brontoloni quanto bischeri a ffassi sempre ‘nfinocchià!
Io vi devo dì che ho fatto ‘un par di sopralluoghi lì ‘m Piazza del Bonconziglio dove dovrebbe èsse l’opera di Menghino, curioso di sapé com’era fatta e ‘l perché di cotanto spregio, ma ‘unn ho trovata.
Anzi colgo l’occasione di ‘nvità chi ne sa valcosa a fammi sapé dov’è.
’L mì dubbio è cche vvalcuno l’abbia abbandonata nella foresteria del Comune, a raccattà llezzore, in attesa di un architetto Bruno Belluomini che la stiàfferà alla barù lì nella rotonda di Largo Risorgimento.
Oppure che Athosse ‘l Pastechi, vulcanico vanto discusso presidente della Circoscrizzione Confin… (ops!) Torre del Lago, se lo sia smontato e riportato a Torellago?
Perché tempo fa lullì, c’ha piantato un casino ‘n Comune pe’ riavéllo, roba da esempio per ‘e ddarzenotti che oggi – contenti di fassi …penetrà - si fan buttà ggiù la pineta senza dì ppio.
Per el Pastechi, ‘nfatti il cignale è l’emblema de’ ttorellaghesi veraci..
Seòndo le su’ teorie, ‘un z’è ttorellaghesi se un z’è stati allattati co’ llatte di cignale, svezzati colle pappardelle del Lombardi e se ‘un zi va a lletto con una doppietta co’ ccolpi ‘n canna.
O te, che cci voi fa': lullì è uno di velli duri e ppuri al punto che per fassi elegge’ ni tocca cantà funniculì-funniculà!
